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JPro – una star in ascesa

 "I 5 anni che hanno cambiato la mia storia"
“I 5 anni che hanno cambiato la mia storia”

Classe ’93, passione innata per i tatuaggi e per il tuning. È da una vita che compone testi e musica ma è da pochissimo che fa sognare Roma.

È JPro il ragazzo peruviano venuto in Italia sin da quando era bambino. Il suo nome reale è Jorge Miguel Escalante Prado e, perdonatemi se azzardo, è di una bellezza radiosa!

Come si suol dire “Bello e bravo”. Sì!  Perché Jorge è davvero bravissimo, tralasciando la bellezza, ha una dote che pochi hanno. A pensare che ha imparato da solo l’Italiano e adesso addirittura ci fa rap. Un vero genio!

Erano anni ormai che aveva abbandonato la sua musica e la sua terra ma qualcosa , in questo periodo, gli ha riacceso la passione e finalmente possiamo goderci la sua straordinaria voce!

Forte, intraprendente e gran lavoratore, JPro è lo stereotipo ideale per la musica rap italiana. Con una complessa storia alle spalle, la fortuna lo ha improvvisamente baciato. Che sia innamorato o è solo la musica ad ispirarlo? Nessuno puó saperlo ma stando ai suoi testi, sembra proprio che JPro sia innamorato. Insomma! Una star che ha tutte le carte in regola per prendere il volo. Da qualche mese ha inciso qualche pezzo che vi faremo ascoltare in anteprima. A voi i giudizi!

JPro – https://www.facebook.com/JoProMark

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NEL PROSSIMO ARTICOLO ANDREMO A CONOSCERLO DI PERSONA E GLI FAREMO UNA INTERVISTA. IL NOSTRO SCOPO È QUELLO DI RACCOGLIERE E PROMUOVERE LE STAR EMERGENTI SELEZIONANDO I MIGLIORI D’ITALIA. PER AVERE UNA INTERVISTA ANCHE TU CONTATTACI ALL’INDIRIZZO MAIL : [email protected]

 

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Stealth-cultura invisibile

“Acculturiamoci con passione”

La tecnologia Stealth viene raggiunta utilizzando una complessa filosofia del disegno che serve a ridurre la capacità dei sensori del nemico per rilevare, inseguire, o attaccare l’aereo stealth.[1] Questa filosofia prende in considerazione anche il calore, rumore, e altre emissioni (radarradio) dell’aeromobile, dal momento che possono servire per localizzarlo.

L’invisibilità radar viene raggiunta tramite l’utilizzo di particolari geometrie (ad esempio nel F-117 con il sistematico utilizzo di angoli a 120°, si evitano gli angoli a 90° e le superfici tonde che sono riflettenti, si evitano gli impennaggi di coda); al rivestimento dell’aeromobile con particolari vernici con la capacità di assorbire le onde elettromagnetiche, sia radio che luminose (vedi la capacità della vernice delSR-71 di assorbire la luce di un proiettore laser).

L’invisibilità sonica e la minore visibilità all’infrarosso si avvale dell’utilizzo di motori con tecnologie più silenziose che producono meno calore e che refrigerano il flusso d’aria in uscita (si evitano i post-bruciatori, si utilizza la propulsione supercruise come nel F-22 Raptor).

L’invisibilità al visibile (oltre al radar) è molto più complicata, ed è attualmente investigata in aeromobili sperimentali come il “Boeing Bird of Prey” americano, di colore bianco, con proiettori di luce e telecamere che li rendono capaci di non essere rilevati anche di giorno (specialmente se in volo tra le nuvole). Questo nuovo aereo ha recuperato i vecchi comandi idraulici ed ha superfici alari comandate da cavi e molle, visto che i comandi fly-by-wire possono essere gravemente danneggiati da un eventuale missile antiaereo dotato di testata EMP.

 

Nella pratica l’invisibilità degli aerei alle difese nemiche non può essere limitata alla segnatura radar, ma si estende anche alla segnatura termica (principalmente data dagli scarichi dei motori) ed alle emissioni elettroniche (provenienti dal radar di bordo ecc.), nonché alla visibilità ottica del velivolo.

Visibilità e silenziosità di un velivolo sono caratteristiche secondarie quando opera ad alta quota, ma assumono notevole importanza per tutti quegli aerei che devono volare a quote medie o basse e che effettuano lunghi sorvoli di una stessa area (come per esempio il RQ-1A Predator in una missione di ricognizione).

Mentre aerei dedicati prevalentemente al volo notturno (F-117, B-2) vengono dipinti di nero, i velivoli teleguidati UAV adottano livree dettemono-grigio, con insegne a bassa visibilità.
Gli UAV vengono generalmente dotati di motori ad elica spingente. Questa soluzione non è però necessariamente la meno rumorosa: l’elica spingente potrebbe, ricevendo aria turbolenta dalla fusoliera e/o dall’ala, produrre molto più rumore che se fosse montata traente. È presumibile che la scelta di utilizzare eliche spingenti sia funzionale alla necessità di mantenere campo libero ai sensori posti nella parte anteriore della fusoliera.

 

L’ F-117 è stato il primo vero velivolo Stealth, ossia invisibile ai radar. Ancora oggi la tecnologia stealth, introdotta dall’F-117, è un segreto gelosamente custodito dai progettisti americani, e continua a garantire un significativo margine di superiorità nel combattimento.

 

Il Bird of Prey fu un velivolo sperimentale segreto (black project (progetto nero)) inteso a dimostrare la tecnologia stealth, sviluppato inizialmente dal Phantom Works, reparto di ricerca e sviluppo avanzato dell’azienda statunitense McDonnell Douglas e poi, dopo la sua acquisizione, dalla Boeing.

Finanziato come iniziativa privata per un costo complessivo di 67 milioni di dollari, ha avuto un ottimo rapporto efficienza-costo (se comparato ad altri programmi simili), sviluppando tecnologia e materiali per quello che sarebbe diventato più tardi l’UCAV X-45. Data la sua origine interna e non per rispondere ad una specifica emessa dall’United States Air Force come di consueto in progetti simili con ritorni sul mercato militare, il programma non ricevette la designazione di aereo X.

Non ci furono piani per rendere pubblico questo aereo. È progettato per essere un dimostratore tecnologico.

 

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